Roma, 11 lug. (askanews) – Una vera e propria catastrofe ecologica sta interessando il Piemonte: il bilancio complessivo provvisorio dei roghi che stanno devastando il territorio ha raggiunto la drammatica quota compresa tra 800 e 900 ettari complessivi bruciati tra le province di Torino, Vercelli, Novara e Verbano Cusio Ossola. La stagione particolarmente calda con temperature elevate, che si sono protratte per lunghi periodi dalla fine di maggio ai primi giorni di luglio, e le scarse precipitazioni hanno determinato condizioni favorevoli all’innesco di incendi boschivi.
La recente ondata di caldo che ha interessato il Piemonte dagli inizi di luglio, con il record di temperature massime registrato mercoledì 8, è stata anche accompagnata da forti venti di caduta da nord che hanno ulteriormente incrementato il pericolo di incendi boschivi. I bollettini incendi boschivi emessi dal Centro funzionale di Arpa in questi giorni hanno fotografato bene le condizioni, con una pericolosità che è aumentata da inizio luglio e l’8 le condizioni sono ulteriormente peggiorate con un pericolo elevato diffuso a causa delle alte temperature e dei forti venti di foehn in quota.
Secondo quanto riferito da fonti dei Vigili del Fuoco, l’origine dei diversi roghi è di natura meteorologica: le fiamme sono state infatti innescate dai fulmini caduti durante i violenti temporali dei giorni scorsi, per poi propagarsi rapidamente a causa del forte vento, delle temperature torride e dei terreni secchi.










