“Erano due amiconi”. Con queste parole Paolo Mieli ha aggiunto un nuovo tassello al mosaico dell’attentato contro Sigfrido Ranucci, raccontando di aver cenato insieme al giornalista e a Valter Lavitola pochi giorni dopo l’esplosione dell’ordigno davanti all’abitazione del cronista, avvenuta il 16 ottobre 2025. L’ex direttore del Corriere della Sera, ospite della trasmissione In Onda, ha ricostruito il rapporto tra i due protagonisti della vicenda. E ha spiegato perché, a suo giudizio, il progetto politico immaginato da Lavitola per Ranucci rappresenti una chiave importante per comprendere gli sviluppi dell’inchiesta.

Cosa ha raccontato Mieli sulla cena con Ranucci e Lavitola

"La politica è come l'eroina": il retroscena

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L'ipotesi dell'"attentato d'amore" spiegata da Mieli