Sentito dai magistrati anche l’ex agente Aisi Di Pasquale, originario di Irsina: «Trascinato nella polvere da una relazione amicale». Il difensore Di Tullio ha chiesto l’attenuazione della misura.
I due ex 007 Gavino Raoul Piras e Vincenzo Di Pasquale, cinquantanovenne originario del Materano, finiti ai domiciliari nell’ambito dell’operazione dei Ros dei carabinieri e coordinata dalla procura di Roma, hanno risposto ieri mattina, 10 luglio 2026, alle domande del gip nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Entrambi in pensione, sono coinvolti insieme ad altri quattro indagati sul presunto spionaggio in favore dei russi. Piras, sentito per primo dal giudice per le indagini preliminari, a quanto si apprende ha risposto alle domande fornendo una spiegazione alle sue condotte. “È apparso tranquillo e si è detto contento di essere stato ascoltato”, le parole dell’avvocato Francesco Vaccaro, a margine dell’interrogatorio di Raoul Piras Gavino.
Anche Di Pasquale comparso davanti al gip ha risposto all’interrogatorio. “Il mio assistito resta un sottoufficiale dei carabinieri in pensione che ha dedicato la sua vita alla sicurezza dell’Italia. Purtroppo – ha detto l’avvocato Domenico Di Tullio che difende Di Pasquale – è incappato in una relazione amicale episodica con un altro soggetto che lo ha trascinato nella polvere. I due lavoravano nello stesso ufficio”.












