Ha risposto per circa due ore alle domande del gip di Roma e, attraverso il suo avvocato, si dice sereno perché ascoltato con attenzione ed equilibrio. Gavino Raoul Piras, l'ex 007 ritenuto infedele, carabiniere distaccato all'Aisi, agli arresti domiciliari nell'inchiesta della Procura di Roma sullo spionaggio russo, è accusato di aver rivelato informazioni riservate italiane ai servizi segreti militari di Mosca ricevendo denaro in cambio.

Al sesto piano di Piazzale Clodio, nella stanza del gip, Piras è entrato alle 9.30. Quando è uscito ha dribblato cronisti e telecamere, lasciando il Palazzo di Giustizia da un'uscita secondaria.

Poi è stato il turno di Vincenzo Di Pasquale, ex collega di Piras, anche lui finito ai domiciliari sempre per le stesse accuse.

L'inchiesta della Procura di Roma e la rete di informatori

Secondo gli inquirenti delle Procure di Roma e di quella militare, raccolti gli elementi scoperti durante un anno di indagini dei carabinieri del Ros, è stato ricostruito un quadro in cui Piras e Di Pasquale sarebbero stati al vertice del sistema e potevano contare su almeno cinque informatori, solo indagati, tra militari dei Carabinieri e dell'Esercito.