di
Giovanni Bianconi
L’ex militare fu scoperto già nel 2023, ma era stato archiviato. Il giudice: «La reiterazione degli illeciti di Piras è segno di una personalità trasgressiva»
L’ex sottufficiale dell’Arma e dei servizi segreti Raoul Gavino Piras, 59 anni compiuti il mese scorso e in pensione da quando ne aveva 50, era già stato inquisito per spionaggio dalla Procura di Roma, ma finì tutto in archivio nel 2023; il suo presunto arruolatore russo, il colonnello Damir Ravilevich Kurmashov, lasciò l’Italia in quanto «persona non gradita», e Piras se la cavò così. Ma lo scorso anno l’Aisi, Agenzia per la sicurezza interna, s’è accorta dei rapporti allacciati con un altro agente dei servizi moscoviti, Mikhail Astakhov, e stavolta l’indagine dei carabinieri del Ros sono andate più a fondo, fino agli arresti domiciliari scattati l’altro giorno.
«L’allarmante reiterazione delle condotte illecite di Piras — ha scritto la giudice Rosamaria De Lellis che ha ordinato la misura cautelare per lui e l’altro ex appartenente all’Arma e ai Servizi Vincenzo Di Pasquale — è espressione di una personalità trasgressiva, evidentemente incapace di valutare la gravità di quanto posto in essere. I due ex militari, sfruttando abilmente l’esperienza maturata nelle qualifiche rivestite, hanno agito in violazione e spregio dei doveri di lealtà e correttezza verso lo Stato». Lasciando trasparire «la quasi certezza che, presentandosi l’occasione, essi commettano altri reati della medesima specie».










