Oltre la moda, con un lavoro di ricerca che trasforma i due pasticceri in “scienziati del dolce”. E così, il sabato e la domenica, è destinata a diventare tradizione la lunga coda di appassionati che fin dal mattino presto attendono il proprio turno per scegliere da un bancone che riflette colori e profumi. Che Torino sia ormai al centro di una grande sperimentazione nel mondo della pasticceria non c’è dubbio: accade da anni, con i dolci che cambiano forme e ingredienti per avvicinarsi non solo alle tendenze social, ma soprattutto a una sempre più ampia richiesta di prodotti nei quali l’ingrediente va oltre la forma stessa. Quelle per intolleranti non sono più “opzioni”, ma sono entrate nel ciclo produttivo. Poi c’è l’onda lunga della moda. Quella della frutta realistica – da Urbani a Nadir per arrivare a Rugantino e Dana solo per citare alcune delle realtà cittadine – è esplosa da qualche mese e oggi vive già un’evoluzione. Per esempio, quella che porta centinaia di persone a mettersi in fila davanti a Tarì, in via Mazzini, dove solo nel fine settimana prendono forma gli “Sfogliati Realistici”.

I limoni-croissant (ph. Sara Carrara)

Una serie di cinque creazioni in cui la lavorazione dell’impasto e l’uso degli stampi determinano in modo diretto forma, texture e struttura del prodotto seguendo i gusti più richiesti nella viennoiserie classica: si parte dall’arachide croissant per arrivare al limone croissant, quindi la mora croissant. Impasto extra dark realizzato con Blackery del Molino Dallagiovanna, chantilly alla francese e un cuore di composta di mora, gelso e cassis al profumo di sambuco. Un profilo scuro, stratificato, che si apre su note boschive e floreali. E, ancora, la bacca di vaniglia croissant e il lampone croissant.