Nelle Marche il caffè non è mai soltanto caffè. A Fano diventa Moretta, miscela identitaria di anice, rum, brandy e caffè nero che per generazioni ha accompagnato il rientro dei pescatori dal mare. Una bevanda nata dal bisogno di scaldarsi e dalla capacità tutta italiana di trasformare ingredienti semplici in un rito collettivo. Ogni territorio ha il suo modo di chiudere un pasto e di segnare il passaggio dalla tavola al racconto.

È da qui che viene spontaneo partire per comprendere il finale del nuovo menu vietnamita che Moreno Cedroni propone nel suo ristorante bianco e azzurro, a sbalzo sulla spiaggia di Portovo, Clandestino. Dopo un viaggio nel Paese asiatico, lo chef ha costruito un percorso che non si limita a citare ingredienti o ricette, ma cerca di restituire atmosfere, gesti e abitudini. E l’ultimo gesto del menu è parte integrante della narrazione che vuole riunire alla stessa tavola due mondi diversi, il mare di Senigallia e i sapori dell’Oriente.

Al termine della degustazione arriva infatti il caffè vietnamita, preparato secondo la tradizione locale con il filtro individuale chiamato phin. Il liquido scende lentamente nella tazza e incontra il latte condensato zuccherato sul fondo, creando una bevanda intensa, densa e aromatica. È una preparazione nata durante il periodo coloniale francese, quando il latte fresco era difficile da reperire e il latte condensato divenne una soluzione pratica. Col tempo quella necessità si è trasformata in uno stile nazionale.