Quando Myriam Moretto dice "sono italiana", l'accento francese che affiora tradisce anni vissuti tra le brigate dei grandi ristoranti della Costa Azzurra. A 33 anni, questa giovane sommelier milanese ha già attraversato tre continenti e costruito, insieme al compagno chef Olivier, quello che è oggi uno dei progetti di ristorazione più ambiziosi del Vietnam: Le Comptoir, a Da Nang, città costiera che sta diventando la terza metropoli del paese.

La sua storia inizia sui banchi della scuola alberghiera di Stresa, sul Lago Maggiore. "La passione per il vino è nata subito, a 17 anni – racconta -. Ho avuto la fortuna di avere un professore di enologia che è stato un po' il mio mentore, mi ha formata su tutto quello che è l'enologia". A 18 anni arriva il riconoscimento che le cambierà la vita: il titolo di Miglior Junior Sommelier d'Italia. A 19 anni completa il Master di Sommellerie Ice, e poi parte.

La scelta della Francia

La destinazione è la Francia, dove il mondo della ristorazione stellata ha già raggiunto quell'aura che in Italia stava nascendo. "Quello che mi ha fatto un po' male è che l'ambito del ristorante, dell'albergo in Italia non era ancora messo in luce, messo su un piedistallo come può esserlo oggi - spiega Myriam -. Lo chef che esce dalla cucina, che esce dalla cucina è recente, tanto più il riconoscimento dell’importanza del mestiere di sommelier". Quattro anni e mezzo intensi: lavora a Château Eza, tra Monte Carlo e Nizza, poi da Joël Robuchon a Monte Carlo, infine come majordomo per una nota famiglia francese a Megève, sulle Alpi. Ed è proprio in Francia, in cucina, che incontra Olivier, chef lionese con cui nasce subito "questa sinergia di coppia, anche professionale, molto complementare". Il problema, racconta sorridendo, "è stato il suo risotto con le capesante. Ci sono caduta dentro".