<p><div class="grafico content-image clearfix" itemscope itemtype="https://schema.org/ImageObject"><figure><img itemprop="contentUrl" class="img-fluid" src="/remote/static.milanofinanza.it/content_upload/grf/2026/07/202607090956055277/gsam-etf-ex-usa-559196.png?w=594&h=&mode=crop" alt="Chance oltre gli Usa" /></figure></div> </p> <p>Resta più che mai aperto il dibattito se continuare a preferire il <strong>contesto azionario statunitense</strong>, forte di performance eccezionali e campioni indiscussi, o abbracciare scelte meno concentrate e meno esposte alla tecnologia.
In un recente approfondimento, <strong>Goldman Sachs Am</strong> segnala che i <strong>mercati azionari sviluppati</strong> al di fuori degli Stati Uniti, in particolare <strong>Europa</strong> e <strong>Giappone</strong>, sono in grado di offrire opportunità interessanti per investitori attenti ai fondamentali; grazie a una combinazione di diversificazione, driver strutturali e inefficienze di mercato, un buon numero di società non coperte dagli analisti. </p> <h2>La diversificazione e l'esposizione settoriale dei mercati Eafe</h2> <p>Gli indici dei mercati sviluppati ex-Stati Uniti, come quelli dell’area <strong>Eafe</strong> (Europe, Australasia and Far East), presentano infatti un livello di concentrazione inferiore rispetto all’<strong>S&P 500</strong>, con un peso meno dominante dei primi dieci titoli e una maggiore esposizione settoriale a comparti come finanziari e industriali.






