Milano, 11 luglio 2026 – Con 10 inchieste su 96 aperte dalle Procure di tutta Italia per corruzione, la Lombardia è al primo posto tra le regioni del Nord. Sono lombardi anche 6 dei 53 politici indagati. Sono alcuni dei dati raccolti da Libera nell’ultimo report 2025 “Italia sotto mazzetta”, che, partendo dalle notizie di stampa, restituisce un quadro allarmante sull’avanzata sotterranea e senza freni della corruzione in Italia. Di fronte a questo scenario, negli ultimi anni si è assistito a un progressivo depotenziamento dei principali presìdi anticorruzione, sia repressivi che preventivi.

Lobbying

Da qui la richiesta di interventi per regolare in modo stringente i conflitti di interesse, disciplinare l’attività di lobbying garantendo trasparenza e tracciabilità, favorire il whistleblowing nel settore pubblico e privato, abbattendo gli ostacoli di scarsa conoscenza, scetticismo o preoccupazione per la privacy di chi segnala. In sostanza, il whistleblowing è la segnalazione di comportamenti, atti od omissioni che ledono l’interesse pubblico o l’integrità dell’amministrazione pubblica o dell’ente privato. Gli enti pubblici hanno l’obbligo di legge di istituire canali sicuri per la segnalazione di illeciti, indipendentemente dalle dimensioni (gli enti privati hanno l’obbligo sopra i 50 dipendenti). Il punto non è solo dotarsi di questo strumento, ma renderlo fruibile a tutti, in modo chiaro, e farlo funzionare.