Trenta atti intimidatori in un anno. Peggio solo nelle regioni del SudRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciCon 30 casi nel 2025, gli amministratori lombardi sono quelli più colpiti, nel Centro Nord, da atti intimidatori. Il rapporto “Amministratori sotto tiro” di Avviso Pubblico certifica l’aumento del 58% nell’ultimo anno rispetto al 2024. Il primato del territorio lombardo, rispetto alle altre regioni del Centro Nord, si conferma anche se si guardano i dati cumulativi relativi ai 16 anni di monitoraggio: 367 gli atti intimidatori e di minaccia registrati dal 2010 al 2025, con una media di 25 all’anno, al sesto posto a livello nazionale dietro Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Sardegna. Nel complesso, sono 167 i Comuni colpiti da atti intimidatori in Lombardia dal 2010 ad oggi, l’11% del totale presenti sul territorio regionale: in pratica, un Comune su 10 ha vissuto almeno un atto intimidatorio a danno di uno o più amministratori.

La provincia di Milano è quella più coinvolta, con 134 casi censiti, 12ª a livello nazionale e seconda nell’area del Centro-Nord (prima c’è solo Roma). Segue Varese con 53 casi dal 2010 al 2025, Monza con 33, Bergamo con 24, Pavia 22 e Brescia 21. Relativamente al 2025, i 30 casi censiti in Lombardia si sono verificati in 23 Comuni appartenenti a dieci delle 12 province del territorio (escluse Pavia e Sondrio). Con 8 casi la provincia di Milano è la più colpita a livello regionale, davanti a Monza–Brianza (6) e Lecco (5).