MILANO-TORINO. L’annuncio del ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, di un piano da 18mila assunzioni nelle forze dell’ordine nell’arco di due anni convince i sindaci solo in parte: «Servono trasparenza e un approccio non solo repressivo». Ma soprattutto rilancia il tema della sicurezza, tra i più identitari della Lega che con Matteo Salvini punta a tornare al Viminale a ottobre, con un mini rimpasto al quale starebbe pensando Giorgia Meloni. A che prezzo? L’avallo sulla legge elettorale. Il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni ha rivendicato l’arrivo, ad agosto, di oltre 3.000 nuovi poliziotti destinati a questure e commissariati, di cui più di 180 in Lombardia. Numeri che al governatore Attilio Fontana appaiono insufficienti: «I dati indicano una evidente sproporzione fra i territori: la nostra regione è penalizzata». Per il presidente leghista «destinare solo il 6% degli agenti totali equivale a sottovalutare le necessità di una regione che produce il 23% del Pil nazionale e dove vive il 17% della popolazione». In un'ottica di maggiore attenzione alle territorio, il messaggio è chiaro: Roma ascolti di più le istanze locali. Il sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, invita a leggere i numeri annunciati dal governo dentro il quadro degli organici. «Il punto è capire, a fronte degli ingressi, quanti sono i pensionamenti. Di questi 18mila quanti compensano le uscite?». Per Possamai, il giudizio sul piano dipenderà dal saldo reale: «L’arrivo di forze fresche è una buona notizia, ma è importante capire quale sarà l’incremento sul territorio». Della stessa opinione la sindaca di Bergamo Elena Carnevali, che auspica «maggiore trasparenza sui numeri» pur considerando la misura «un’iniezione positiva». Da tempo, ricorda ancora Possamai, «l’Anci chiede un rafforzamento dei presìdi soprattutto nelle ore notturne, oltre a un fondo unico nazionale per la sicurezza urbana che consenta ai Comuni di investire sugli agenti di Polizia locale». Ricorda anche il tema delle carenze negli organici: «Dal 2009 a oggi il personale della municipale è passato da 60 mila a 48 mila unità». Tornare ai livelli precedenti, spiega, richiederebbe «circa 500 milioni di euro di spesa corrente». Senza dimenticare l’opinione di molti amministratori su un approccio unicamente repressivo: «Mancano gli strumenti adeguati di presa in carico delle dipendenze - ragiona Possamai -. Oggi, nelle comunità di recupero e nei Serd non c’è il personale sufficiente». Per Carnevali è necessaria «una grande iniezione educativa, che coinvolga comunità, scuole, oratori e le realtà del territorio: è l’altra gamba imprescindibile della sicurezza».