Reggio Emilia, 11 luglio 2026 – Il polverone sollevato di recente dall’aumento della tassa sui rifiuti (Tari) è lontano dall’assestarsi. Dopo il via libera di Atersir al Piano Economico Finanziario (Pef) per l’anno in corso, non sono mancate le reazioni di fronte a una crescita tariffaria che in due anni, tenuto conto del 2026 ma anche del 2025, arriva a superare il 13%. Nello specifico, guardando al piano tariffario di quest’anno, si parla di aumenti dal 4,9% al 5,1% per i nuclei familiari da 1 a 6 persone. Se poi di utenze non domestiche si tratta, si raggiungono aumenti anche del 20% per finire con picchi monstre per determinate categorie commerciali.

I dati del tariffario Tari

Confrontando il piano tariffario Tari 2026 con quello dell’anno scorso, l’aumento risulta chiarissimo. Premesso che si tratta di piani tariffari che presentano una simulazione indicativa di quelle che saranno le tariffe, in questo caso calcolate ottenendo una media che tiene conto dei coefficienti base e della metratura dell’abitazione, o dell’attività lavorativa. Ciò detto, la Tari per un nucleo composto da una sola persona potrebbe a questo punto aumentare del 4,93% da un anno all’altro; variazione che aumenta più aumentano i componenti del nucleo domestico: 2 persone, +5,09%; 3 persone, +5,17%; 4 persone, +5,22%; 5 persone, +5,23%; 6 persone, 5,13%. L’incremento maggiore (cioè il nucleo composto da 5 persone) vedrebbe così crescere la bolletta da 440 a 463 euro.