Raccogliere e smaltire i rifiuti costa sempre più caro, lo dimostra la Tari, tariffa in continuo aumento. Il 2025 non fa eccezione, come dimostra il Rapporto di Cittadinanzattiva che fotografa un’Italia sempre più divisa tra territori virtuosi e realtà ancora in affanno.

A livello nazionale la tariffa media raggiunge i 340 euro a famiglia (+3,3% rispetto allo scorso anno), con 95 capoluoghi che ritoccano i costi verso l’alto. Le regioni più economiche sono il Trentino-Alto Adige (224 euro), la Lombardia (262 euro) e il Veneto (290 euro), mentre le più costose restano la Puglia (445 euro), la Campania (418 euro) e la Sicilia (402 euro).Cresce anche la raccolta differenziata: 66,6% nel 2023 rispetto al 65,2 dell’anno prima. Sale pure la distanza tra Nord e Sud: si va dai 290 euro medi del Settentrione, con differenziata al 73%, ai 385 euro del Meridione che resta inchiodato al 59%.

Piemonte: la media inganna

Dentro questo quadro, il Piemonte si colloca esattamente sulla media nazionale: 318 euro, +3,3%. Ma anche qui, da provincia a provincia, la tariffa varia anche di centinaia di euro. Asti, con 425 euro, rimane uno dei centri più costosi del Piemonte, pur essendo l’unico che quest’anno registra un calo della tariffa (–2,4%). Cuneo si conferma, invece, il capoluogo più economico con 249 euro, mentre Torino si attesta sui 377 euro, con un incremento contenuto dell’1,7%. Molto più significativi sono invece gli incrementi di Verbania, che passa da 242 a 267 (+10,6%), e di Novara, che sale da 238 a 254 euro (+6,6%). Completano il quadro Alessandria (370 euro, +1,7%), Biella (330 euro, +4,6%) e Vercelli (274 euro, +6,1%).