La spesa media delle famiglie italiane per la gestione dei rifiuti urbani è in salita rispetto all’anno scorso: secondo l’Osservatorio Prezzi&Tariffe contenuto nel Dossier Rifiuti di Cittadinanzattiva, pubblicato in anteprima dal Sole 24 Ore, nel 2025 una famiglia tipo (tre persone, residenti in un’abitazione di 100 metri quadrati) ha speso per la Tari 340 euro in media, +3,3% rispetto ai 329 euro del 2024. La somma include le imposte e le componenti perequative, l’ultima delle quali, la UR3a, è stata introdotta da Arera il 1° gennaio 2025 a copertura del cosiddetto Bonus sociale rifiuti per famiglie con Isee entro i 9.530 euro o i 20.000 euro per i nuclei più numerosi. Lo sconto, pari al 25%, verrà erogato a partire dal 2026 ma le famiglie hanno già contribuito con sei euro per il 2025.
L’analisi di Cittadinanzattiva registra, anche in virtù della componente aggiuntiva appena citata, un aumento della spesa in 95 capoluoghi, un importo stabile rispetto al 2024 in un caso e, in 14 casi, una variazione in discesa del costo della Tari, sempre a confronto con l’anno scorso. Le variazioni al rialzo più marcate si registrano a Reggio Emilia (+15,1%), Ferrara (+13,8%) e Siena (+12,9%), mentre i cali maggiori della spesa sono a Modena (–12,3%), Cagliari (–7,6%) e Milano (–7,5%).









