Migliorano le performance dell'industria dei rifiuti in Italia nel 2024: sale a 15,7 miliardi di euro (+5% sul 2023) il valore della produzione degli oltre 200 maggiori player con investimenti per 1,2 miliardi (+7,6%), di cui quasi la metà (46%) negli impianti.

Le filiere del riciclo di alcuni materiali sono invece in difficoltà.

Le nuove sfide riguardano il recupero dei Raee (rifiuti elettrici ed elettronici), il riciclo chimico, il trattamento dei tessili, ma anche il futuro dei termovalorizzatori il cui costo potrebbe salire dal 2028 con l'introduzione dei certificati per la CO2, rischiando di far tornare alle più convenienti discariche.

E' quanto emerge dalla 12/a edizione del Was Annual Report 2025 di Althesys (Teha) che fa il punto sullo stato dell'arte della gestione rifiuti in Italia.

Riguardo ai termovalorizzatori, tre regioni prevedono la costruzione di nuova capacità e una intende rinnovare l'impianto esistente. Restano al centro di vari piani le discariche, con 11 regioni che prevedono rinnovamenti o ampliamenti o costruzione di nuova capacità. Il sistema europeo Ets per lo scambio di quote della CO2, dal 2028 potrebbe essere esteso ai termovalorizzatori facendone così aumentare i costi. La tariffa di conferimento dei rifiuti agli impianti "waste to energy" potrebbe aumentare tra circa 30 e 40 euro/tonnellata, fino a 45 secondo le stime di alcuni operatori. Questo potrebbe rendere più conveniente la discarica o lo smaltimento all'estero per alcuni flussi non riciclabili, spiega lo studio Althesys.