Per un’abitazione di 100 metri quadrati si pagano in media 509 euro contro i 291 di Milano e i 294 di Bologna

Cassonetti Amiu a Genova

Genova si conferma tra le città con la tassa sui rifiuti (Tari) più onerosa d'Italia. Secondo il rapporto 2025 dell'Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, il capoluogo ligure è il terzo Comune capoluogo più caro per la Tari, con ogni contribuente che sborserà in media 509 euro entro la fine dell'anno. Questa cifra rappresenta un aumento dell'1,5% rispetto all'anno precedente.

In cima alla classifica si collocano Catania, con una tariffa media di 602 euro, e Pisa, con 557 euro. I capoluoghi più economici, invece, sono Cremona con 196 euro, Udine e Trento, entrambe con 199 euro. Tra le altre grandi città, a Napoli la Tari ammonta a 496 euro, a Reggio Calabria 484, a Bari 432, a Roma 396, a Venezia 388, a Torino 377, a Palermo 361, a Firenze 312, a Bologna 294 e a Milano 291 euro.

L'indagine di Cittadinanzattiva, condotta su tutti i capoluoghi di provincia italiani, prende come riferimento una famiglia tipo composta da tre persone e un'abitazione di proprietà di 100 metri quadrati. I costi rilevati sono comprensivi di Iva e addizionali provinciali. L'associazione sottolinea come il divario territoriale persista: "Dei dieci capoluoghi con la Tari più costosa, sette appartengono alle regioni meridionali, a conferma del persistente divario territoriale", commenta Cittadinanzattiva, aggiungendo che solo tre appartengono al Centro-Nord: Pisa, Genova e Pistoia con 473 euro.