La notte magica dei Duran Duran davanti alla Reggia di Caserta è stata molto più di un concerto. Ma un viaggio collettivo nella memoria e una straordinaria vetrina internazionale per la città. Giovedì in oltre 10mila hanno riempito piazza Carlo di Borbone, per l'unica tappa nel Centro-Sud del tour della storica band britannica. Un'esplosione di nostalgia ed energia pura ha caratterizzato l'evento, tutti gli spettatori in piedi nonostante i posti a sedere. Incontenibile l’entusiasmo. Ventuno brani hanno scandito una serata che rimarrà nella memoria. Ogni canzone è stata accolta da cori, applausi e migliaia di cellulari accesi, mentre Simon Le Bon, John Taylor, Nick Rhodes e Roger Taylor hanno confermato un carisma che il tempo non ha scalfito. Uno dei momenti più intensi è arrivato quando Simon Le Bon, guardando la Reggia illuminata, ha detto al pubblico: «È una fortuna vivere in un luogo così meraviglioso, ma non dobbiamo dimenticare chi combatte con la fame e la miseria», dedicando “Ordinary World” a tutte le persone che soffrono a causa delle guerre.
Duran Duran, concerto a Caserta con visita alla Reggia, Nick Rhodes: «Non ero preparato a tutto questo»La magia era iniziata già qualche ora prima del concerto. Nel pomeriggio Nick Rhodes ha visitato la Reggia, rimanendo affascinato dalla magnificenza dello Scalone reale. Il tastierista ha osservato con attenzione il rigore classico e la scenografia barocca dell'imponente accesso al Palazzo reale, percorrendo poi gli appartamenti storici, soffermandosi sui marmi, sugli affreschi e sulle superfici decorate. Prima di lasciare la Reggia ha sintetizzato le sue emozioni con una frase destinata a diventare un emblema della giornata: «Avevo visto tante immagini della Reggia di Caserta, ma non ero preparato a tutto questo». LE REAZIONI Così il direttore ad interim della Reggia Antonio Tarasco: «La visita dell’artista Nick Rhodes ci invita a riflettere sul rapporto che può nascere tra la Reggia e il pubblico dei grandi eventi ospitati nel suo straordinario contesto. È importante costruire un legame sempre più forte tra gli spettatori e il patrimonio culturale, trasformando un’occasione di spettacolo in un’opportunità di conoscenza e scoperta. Esperienze come questa confermano quanto sia utile aprire la Reggia anche a eventi di grande richiamo internazionale: iniziative che, se valorizzate nel rispetto del luogo, possono favorire un incremento delle visite e contribuire concretamente alla fruizione e alla valorizzazione del complesso monumentale». Caserta si è confermata un'agorà della musica, con migliaia di persone arrivate da ogni parte d'Italia. Grande è stata la soddisfazione del direttore e organizzatore della rassegna “Un’Estate da BelvedeRe” Massimo Vecchione: «Un risultato eccezionale. Già pensiamo ai grandi nomi per l’anno prossimo, anche a livello internazionale». IL SALUTO Dopo il concerto, prima di lasciare la città, i Duran Duran hanno chiesto di mangiare le pizze. Tutti hanno scelto la margherita, ma con personalizzazioni british: Simon Le Bon ha voluto peperoncino fresco crudo affettato a parte, John Taylor ha aggiunto il salame piccante, Roger Taylor le olive nere, mentre Nick Rhodes è rimasto fedele alla margherita classica. «Le nostre pizze sono arrivate direttamente nei camerini subito dopo il concerto», dice Giuseppe Russo, titolare con Fabio Biondi di Sunrise Pizza. Al termine dello spettacolo bar, pub, pizzerie e ristoranti lungo le vie del ritorno sono rimasti pieni fino a tarda notte. Migliaia di spettatori si sono fermati a cenare o a bere qualcosa. Il bartender Giacomo Serao: «Gente da tutte le parti d'Italia, persino dalla Sicilia e da Genova, ha riempito il mio locale. E in tanti hanno apprezzato il cocktail dedicato al territorio, lo Spritz casertano. Ora l'obiettivo è trasformare l'eccezione in abitudine. Da esercente dico: voglio più eventi così fatti bene».













