Antefatto #1 (in soggettiva) Sanremo, 8 febbraio 1985. Le Duranettes stringono d’assedio l’Hotel Royal. Qualche scalmanata minaccia di buttarsi davanti alla limo con i vetri oscurati che si suppone trasporti la band, pur di fermarla. Queste ragazzine vorrebbero DAVVERO sposare Simon Le Bon e sono disposte a rischiare la vita pur di riuscirci. La situazione diventa incontrollabile. Ho in agenda un’intervista esclusiva con il frontman: il discografico mi fa capire che è meglio spostarsi altrove. Mi MORMORA a un volume inaudibile il locale dell’incontro. Non sia mai che qualcuna delle invasate sappia decifrare il labiale. Mezz’ora dopo sono con Simon in una sala deserta, apparentemente bonificata dalle fans.

Con raccapriccio, notiamo un paio di skeakers spuntare da dietro una tenda: una delle girls è riuscita a nascondersi. Autografo, sospiro e ciao. Ora lui vuole parlare soprattutto dell’avventura in vela che lo attende in estate, la regata internazionale attorno al Fastnet. Non immagina che in quel giorno d’agosto il suo yacht “Drum” si rovescerà al largo della Cornovaglia, intrappolandolo nella chiglia. Lo tireranno fuori di lì in mutande. Ma intanto domani lo attende Pippo all’Ariston. Le Bon arriverà sul palco con il piede ingessato. Motivazione ufficiale: sono caduto sugli scogli del porticciolo, dopo aver bevuto troppa vodka. Qualcuno giura invece che abbia fatto un ruzzolone sexy durante una session notturna con una bellissima veejay. Al Festival, da superospiti, i Duran Duran eseguono “The Wild Boys”.