Un comitato nato ad hoc contro le “molestie olfattive“. Succede a Treviglio, in provincia di Bergamo, dove l’azienda Ecb Saria group da oltre un mese costringe i suoi vicini a barricarsi in casa per la puzza derivante dalla fabbricazione di mangimi all’interno dello stabilimento in via Calvenzano. Al suo interno si producono infatti semilavorati di origine animale derivanti dai sottoprodotti della macellazione avicola che, a causa delle alte temperature delle ultime settimane, emettono odori particolarmente intensi e persistenti. A raccontare quanto sta accadendo è il Corriere di Bergamo.
“Le esalazioni, percepite come sempre più forti e nauseabonde, compromettono significativamente la vivibilità degli ambienti domestici, rendendo di fatto impossibile mantenere aperte le finestre per favorire un ricambio d’aria. Una situazione di particolare gravità per le persone più fragili, come gli anziani oppure le famiglie che non possono permettersi l’aria condizionata“.
A parlare, intervistato dal Corriere di Bergamo, è Carmelo Ilardo, ex sindacalista della Cgil e portavoce del Comitato “Treviglio Respira” che si è riunito per la seconda volta alla trattoria Makallè, uno dei locali colpiti dal forte odore, per un’assemblea pubblica a distanza di un mese dalla prima, dopo la quale non era arrivata alcuna replica da parte dell’azienda, fondata nel 1966 da Lorenzo e Franco Bergamini e venduta alla società tedesca SARIA International GmbH nel 2017. Eppure, le segnalazioni registrate dal comitato nel solo mese di giugno sono state 351 da parte di 161 persone, in 29 giorni su 30.






