Tutto nasce, ha scritto ieri Renato Schifani all’assessore Mimmo Turano, «dalle pesanti criticità generate dalla revoca dell’avviso 33», il bando che aveva già assegnato agli enti gestori 260 corsi di formazione professionale, e un budget di 81 milioni, da far partire a settembre in coincidenza con l’avvio dell’anno scolastico.

E già solo la premessa è il segnale che a Palazzo d’Orleans dopo due settimane di caos nel settore hanno rotto gli indugi: la manovra con cui l’assessore leghista ha tentato di riaprire le porte della formazione a enti rimasti esclusi dalla graduatoria dell’avviso 33 va fermata, riportando le lancette a metà giugno, cioè a prima che Turano revocasse il bando annunciandone uno nuovo.

La lettera è stata inviata dal presidente all’assessore ieri sera. E nelle premesse Schifani non trascura di citare anche «la forte protesta degli enti e dei sindacati». Preoccupati che l’azzeramento del bando e la ripartenza della macchina organizzativa a un mese e mezzo dalla prima campanella potesse mettere a rischio l’avvio delle lezioni e gli stipendi dei lavoratori. Tra l’altro si tratta di corsi nati proprio come alternativa agli ultimi anni delle scuole superiori.Sono timori che Schifani non ha nascosto di condividere: «Appare evidente che la revoca dell’avviso 33 e la predisposizione di uno nuovo comporteranno quasi certamente un ritardo nell’avvio dei corsi rispetto all’inizio dell’anno scolastico. E ciò è in netto contrasto con il fine primario di contrastare la dispersione scolastica».Per tutti questi motivi Schifani è arrivato in poche righe al nocciolo della questione intimando all’assessore per iscritto di «rivedere la propria posizione sugli atti di programmazione adottati affinché il dirigente generale adotti i necessari consequenziali provvedimenti finalizzati all’avvio dei percorsi formativi nei tempi di legge».