HomeSpecialiLa Sfida della Coesione EuropeaItalia, il luogo di nascita è un ostacolo al lavoro più che nel resto d’EuropaIl rapporto Ocse 2026 sulle disparità geografiche: nei territori messi peggio la disoccupazione è quattro volte quella delle aree migliori, il doppio della media internazionaleRicerca di lavoroRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciBruxelles, 10 luglio 2026 – Dove nasci decide quanto lavori. È la conclusione dell'Employment Outlook 2026 dell'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che riunisce 38 Paesi ad economia avanzata e ne analizza politiche pubbliche e mercati del lavoro, dedicato per intero alle disparità geografiche nel lavoro e nei redditi. Il rapporto confronta i dati occupazionali su base territoriale in tutta l'area Ocse e mette il divario territoriale al centro dell'analisi annuale sull'occupazione, mostrando come in più della metà dei paesi membri i tassi di occupazione delle province varino di oltre venti punti percentuali. Non un dettaglio locale, dunque, ma una frattura strutturale che attraversa le economie avanzate. L'Italia, in questo quadro, è un caso limite.

Vale la pena spiegare come si misura. L'Ocse ordina le province di ciascun Paese dalla peggiore alla migliore per risultati occupazionali e le divide in cinque gruppi di pari numero. Poi confronta il gruppo che sta in fondo con quello che sta in cima: non due casi estremi, non Milano contro un comune dell'entroterra, ma due blocchi ampi di territorio. In Italia, nel gruppo di province che sta peggio il tasso di disoccupazione è più di quattro volte superiore a quello del gruppo che sta meglio. La media dei paesi Ocse è circa due. Il divario interno italiano è il doppio di quello che si registra altrove. La prima cosa che il rapporto tiene a chiarire è che questo divario non è un effetto ottico. Non dipende cioè dalla diversa composizione demografica delle aree, dal fatto che in certe province ci siano più anziani o meno laureati. Le disparità territoriali, scrive l'Organizzazione, riflettono le opportunità economiche che le diverse aree sono in grado di offrire, e si traducono direttamente in squilibri negli standard di vita.