«Se oggi fosse l’ultimo giorno della tua vita, saresti contento di come lo stai vivendo?». Parte da questa domanda provocatoria e potente la riflessione dello scrittore – viaggiatore Riccardo Bertoldi, 35 anni, nel suo nuovo libro,Tutto inizia quando smetti di aspettare (Rizzoli). La svolta, per lui, è arrivata nel modo più doloroso: la perdita improvvisa del padre ad appena 51 anni e quel “domani” che, tutto a un tratto, ha smesso di essere un alibi. Da quel trauma è nato un viaggio – prima toccando 28 paesi, e poi dentro se stesso – che oggi ha deciso di raccontare mettendosi a nudo fondendo esperienza, filosofia e saggezza di vita. Da Bali al Vietnam, Bertoldi – che sarà tutta l’estate in tour, nove tappe da nord a sud, da Trento a Noci, per concludere il 19 settembre al festival della Consapevolezza di Padova – racconta che viaggiare non significa solo collezionare monumenti, ma trovare una rotta che abbia un cuore. E che dietro l’illusione di dover per forza “mollare tutto” e partire, si possa, invece, trovare la vera serenità anche nella cura delle cose più piccole.
«Ogni giorno che passa non si aggiunge alla vita, si toglie»
Riccardo partiamo dal titolo: Tutto inizia quando smetti di aspettare. Prende le mosse dalla scomparsa di suo padre.







