Milano, 6 lug. (askanews) – C’è un filo rosso che unisce quattordici anni di viaggi, oltre tremila chilometri percorsi a piedi in Nuova Zelanda, il Bataclan, il Messico, l’Australia, l’Ecuador e una frase del filosofo stoico Epitteto. È il percorso raccontato da Linda Campostrini, viaggiatrice, scrittrice, digital creator e protagonista di un incontro dell’Andaras Traveling Film Festival, a Fluminimaggiore, dove ha presentato il suo libro “Sorridi, e vai”, trasformando il racconto delle proprie esperienze di viaggio in una riflessione sul coraggio, sulla paura e sulla capacità di cambiare il proprio sguardo sul mondo.

“Molte persone hanno l’immagine di una persona che non ha paura. Invece condivido con voi le stesse emozioni di chiunque altro”, ha raccontato Campostrini. “La paura dell’ignoto ci accompagnerà sempre. Io, dopo quattordici anni di viaggi, avevo paura anche quando sono arrivata in Nuova Zelanda nel mio viaggio più recente. La differenza è che ho deciso di essere coraggiosa e fare comunque quello che sognavo: esplorare il mondo”.

Nel suo racconto il viaggio non è mai solo uno spostamento geografico. È un esercizio quotidiano che parte da una convinzione maturata molto presto, dopo un momento difficile vissuto a diciotto anni e l’incontro con il pensiero di Epitteto: non possiamo scegliere ciò che ci accade, ma possiamo decidere come reagire. Da lì sono arrivati Parigi, l’Australia, dove ha conosciuto anche lo sfruttamento dei lavoratori stranieri, il Messico attraversato in autostop, il Canada, il Sud America e, infine, il Te Araroa, il trekking di oltre 3.000 chilometri che attraversa tutta la Nuova Zelanda.