In Italia i giovani che non studiano, non lavorano e non seguono corsi di formazione sono quasi 1,18 milioni nella fascia 15-29 anni e salgono a quasi 1,9 milioni se si estende il campione dai 15 ai 34 anni di età

I NEET (Not in Education, Employment or Training) ossia i giovani che non studiano né lavorano, in Italia sono oltre un milione nella fascia di età compresa tra i 15 e i 29 anni e salgono a 1,9 milioni se si considera quella tra i 15 e i 34 anni. Tra loro, a prevalere sono le donne, che rappresentano il 59% del totale dei NEET nella fascia 15-34 anni. A preoccupare di più è però il dato che vede il numero delle donne NEET più alto se in coppia con figli piuttosto che da madri single: una madre su due all’interno di un legame familiare non lavora. Sono i dati che emergono dalla seconda edizione del Rapporto Dedalo 2025 – Laboratorio sul fenomeno NEET, presentato alla Camera dei Deputati.

Che cos’è il Rapporto Dedalo

Giunto alla sua seconda edizione, il Rapporto Dedalo – Laboratorio permanente sul fenomeno NEET, è un progetto, unico nel suo genere, lanciato nel 2025 dalla Fondazione Gi Group, in partnership con l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, ZeroNeet, Fondazione Cariplo e Fondazione Compagnia di San Paolo. Si tratta di uno studio che pone al centro della sua analisi i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni, ma anche i cosiddetti giovani adulti (29-34 anni) che per vari motivi si sono allontanati dai percorsi scolastici, formativi e dal mondo del lavoro. L’obiettivo del report è promuovere una corretta conoscenza della loro condizione e individuare e proporre iniziative di contrasto e prevenzione.