Non giovani “che non hanno voglia di fare”, o frustrati dalle difficoltà di trovare un impiego, ma madri che vivono in coppia e che le “circostanze della vita” hanno messo nella condizione di non cercarlo. Sono loro il cuore del fenomeno Neet in Italia: donne che non hanno una vita professionale né immaginano di averla perché devono occuparsi della famiglia. È quanto emerge dalla seconda edizione del Rapporto Dedalo – Laboratorio permanente sul fenomeno Neet, promosso da Fondazione Gi Group insieme all’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo che, del fenomeno Neet, dà un’interessante lettura di genere.
Una lettura di genere del fenomeno Neet in Italia
Il dato è chiaro: tra le madri che vivono in coppia, è una Neet quasi una su due. Vuole dire che una donna su due che ha messo al mondo un bambino ha chiuso la propria vita nel cerchio della vita domestica, rinunciando all’ipotesi di lavorare, studiare, formarsi. Tra i padri nella stessa condizione familiare la percentuale si ferma all’8,3%.
Sebbene negli ultimi anni il fenomeno sia diminuito, l’Italia continua a essere tra i Paesi europei con la maggiore incidenza di giovani fuori da percorsi di studio, formazione e occupazione. Ma analizzare i dati sui Neet in base al genere riserva queste drammatiche sorprese: se nel 2025 i giovani Neet tra i 15 e i 34 anni erano 1,87 milioni, di questi il 59% erano donne: oltre un milione, 1.106.000.







