Le madri single in Italia sono sempre di più e molto più svantaggiate dei padri soli, ma per loro (e i loro figli) si sta facendo ben poco. «Per la politica sono invisibili: non sono oggetto di studio né sostenute con interventi mirati come invece succede in altri Paesi europei, per esempio con punteggi più alti per la graduatoria di accesso agli asili nido o detrazioni fiscali specifiche, risultando più esposte alla povertà»: a dirlo è Antonella Inverno, responsabile ricerca e analisi di Save the Children, che al tema ha dedicato un intero capitolo dell’ultimo rapporto della ong sulla maternità in Italia. Le donne tra 25 e 54 anni con figli minori e senza partner, secondo un’analisi inedita di Save su dati Istat, nel 2024 erano 716mila di cui oltre un terzo senza lavoro (e 7 volte su 10 non lo cerca neppure) con un reddito medio netto annuo (al 2023) di 26.822 euro contro i 35.383 dei padri nella stessa condizione (e i 48.306 di una coppia con almeno un minore a carico), un affitto da pagare in un caso su tre (mentre i padri soli in affitto sono il 17,5 per cento) e un’abitazione di proprietà in poco più di un caso su due (rispetto al 72 per cento dei padri single).