ROMA – In Italia oltre 1.106.000 donne non studiano e non lavorano. Sono il 59% del totale dei giovani Neet nella fascia d'età 15-34 anni, un dato che conferma quanto il fenomeno abbia una marcata connotazione di genere. Sono donne che vivono nella condizione di Neet (acronimo inglese che indica chi non studia, non lavora e non è inserito in percorsi di formazione).
La maggior parte sono donne che vivono in coppia. Il dato più significativo emerso dallo studio riguarda il legame tra maternità e uscita dai percorsi di studio e lavoro. Tra le donne che vivono da sole con figli (monogenitori), il tasso di Neet raggiunge il 47,6%. Ma il picco si registra tra le madri che vivono in coppia, dove la percentuale sale al 49,4% — oltre quattro volte il tasso delle donne che vivono ancora come figlie in famiglia (12%) e quasi sei volte quello dei padri in coppia (8,3%).
Il rapporto Dedalo. I dati provengono dalla seconda edizione del Rapporto Dedalo, il laboratorio permanente sul fenomeno Neet promosso dalla Fondazione Gi Group, in collaborazione con l'Osservatorio Giovani dell'Istituto Toniolo, ZeroNeet (il programma di Fondazione Cariplo contro il fenomeno) e la Fondazione Compagnia di San Paolo. Lo studio, intitolato "Neet, giovani non invisibili: tra cura e rinuncia, una lettura di genere del fenomeno", è stato realizzato con il contributo di un'ampia rete di partner, tra cui Eurofound, Adapt e Valore D.






