Antonio Bargone

Powered by

Voto di fiducia in occasione della Conversione in legge del DL recante disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica. Senato, Roma Giovedì 14 Maggio 2026 (photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

Vote of confidence on the occasion of the conversion into law of the decree containing urgent provisions on fiscal and economic matters. Senate, Rome, Thursday May 14 2026 (photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

C’è un dato che la politica italiana evita accuratamente di pronunciare, ma che spiega meglio di ogni analisi la paralisi sulla legge elettorale: il timore del voto. Non il confronto sulle regole, non le differenze tra modelli, ma la paura concreta di misurarsi con gli elettori in un contesto di crescente sfiducia e di consenso sempre più volatile. Da settimane, la riforma della legge elettorale si trascina tra rinvii, vertici inconcludenti e dichiarazioni contraddittorie. Nel centrodestra, Fratelli d’Italia spinge per modificare il sistema attuale, mentre Lega e Forza Italia frenano, divise tra calcoli di convenienza e timori di perdere posizioni acquisite. D’altra parte il Partito democratico, il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra non riescono ad andare oltre la critica: denunciano, contestano, ma non costruiscono una proposta unitaria capace di reggere alla prova dei fatti.