A cinquant’anni dal più grande disastro ambientale della storia italiana, un breve ricordo del caporeparto che evitò l’esplosione e una tragedia immane. Carlo Galante e una medaglia ricevuta da morto. Storie di coscienze rilavate di verde

Sabato 10 luglio 1976 Carlo Galante stava pranzando nella sua casa di Seveso (20 km a nord di Milano, oggi provincia di Monza Brianza). Era caporeparto all’Icmesa (Industrie chimiche Meda società per azioni), azienda che produceva composti per profumi e diserbanti. Sentì un fischio provenire dalla fabbrica. Si precipitò a piedi nel cuore dell’impianto, deserto per il fine settimana ma attivo.