Quando nel 2016 CODA Dessert Dining aprì le sue porte nel quartiere di Neukölln, a Berlino, sembrava quasi una provocazione. Un ristorante senza primi, secondi o dessert: soltanto dessert. O meglio, una rilettura radicale del concetto stesso di fine pasto. In un momento in cui la cucina fine dining inseguiva ancora codici molto strutturati, lo chef René Frank decideva di partire proprio dall’ultima portata, quella spesso considerata marginale, per costruire un nuovo linguaggio gastronomico.

All’epoca CODA era percepito come una piccola rivoluzione, quasi un esperimento. Era persino considerato uno dei ristoranti a una stella Michelin più accessibili economicamente del panorama internazionale. Un luogo dove gli ospiti arrivavano, si sedevano e, in un’atmosfera informale, si versavano persino l’acqua da soli. Un approccio profondamente berlinese: libero, anticonvenzionale, lontano dai rituali della ristorazione classica.

Drink alla melanzana.

Poi è arrivata la pandemia, che ha cambiato il mondo della ristorazione e anche CODA. Il locale è stato rinnovato, il progetto si è evoluto e quella che inizialmente sembrava una scommessa è diventata una delle esperienze gastronomiche più singolari della Germania: oggi CODA è il primo e unico ristorante tedesco con due stelle Michelin interamente dedicato a una cucina ispirata alla pasticceria e ai dessert.