La fibromialgia è stata finalmente inserita nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), ma solo per le forme più gravi. Per capire la paura di chi potrebbe essere escluso Fanpage.it ha incontrato Giorgia, paziente fibromialgica dall’età di 17 anni.
Dopo essersi sentiti "malati invisibili” per anni, per la prima volta i circa due milioni di pazienti in Italia affetti da fibromialgia sono stati riconosciuti dallo Stato. È, infatti, in via di approvazione, l'aggiornamento dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) che per la prima volta inserisce la fibromialgia tra le malattie croniche e invalidanti, a cui spetta un codice di esenzione. Parliamo di una patologia reumatica non infiammatoria che causa dolore muscoloscheletrico diffuso e altri sintomi che possono coinvolgere sonno, umore e la stessa possibilità di svolgere le attività quotidiane più comuni. Come ha confermato il Ministero della Salute a Fanpage.it, l’iter che renderà i nuovi LEA effettivi è ormai al giro di boa, mancano infatti soltanto gli ultimi passaggi conclusivi. Eppure, quella che poteva di fatto essere una svolta storica, rischia di rimanere un’occasione sprecata, che potrebbe escludere la maggior parte dei pazienti.










