Spesso è derubricato a sintomo, ma è una malattia a tutti gli effetti. In Italia il dolore cronico interessa circa 10 milioni di persone e rappresenta una delle condizioni sanitarie più diffuse e invalidanti, con un impatto che va ben oltre la sofferenza fisica. Può compromettere il sonno, limitare la capacità di lavorare, ridurre la vita sociale e mettere a dura prova il benessere psicologico delle persone che ne soffrono. Nella puntata di Health abbiamo approfondito quella che molti definiscono una vera e propria "malattia invisibile", partendo dai risultati della più recente ricerca nazionale sui bisogni, le aspettative e le richieste delle persone con dolore cronico, promossa dalla Fondazione Nora e Alberto Gentili ETS e realizzata da SWG.
Dolore cronico: una malattia ancora poco riconosciuta
Per anni il dolore è stato considerato soltanto la conseguenza di un'altra patologia. Oggi la medicina riconosce che quando persiste nel tempo e continua a influenzare la vita quotidiana della persona può trasformarsi in una vera e propria malattia, che necessita di percorsi diagnostici e terapeutici specifici. "Il dolore cronico non deve essere considerato una condizione normale o inevitabile. Quando dura mesi e continua a limitare le attività quotidiane, richiede una valutazione specialistica e una presa in carico dedicata perché può diventare esso stesso una malattia" – spiega Marco Bertolotto, medico anestesista e referente scientifico di Clinn. Ed è proprio il ritardo nel riconoscimento del problema una delle criticità emerse con maggiore forza dalla ricerca nazionale.






