HomeEmpoliCronacaFibromialgia, malattia riconosciuta a metà. “Mi sento abbandonata”L’appello: “Anche stare in coda è un problema e sul lavoro diventa spesso difficile gestirmi”La Regione Toscana ha cominciato a prendere in carico, con il sistema sanitario, i casi più severi (Foto di archivio)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciEmpoli, 6 luglio 2026 – La fibromialgia è una malattia molto invalidante, ma è ancora a metà del guado per vedersi riconosciute cure gratuite e accessi rapidi ai centri specializzati. La conseguenza? Le persone che ne sono affette vivono un vero e proprio calvario, come racconta Alessandra Sabatini di Empoli. “Dopo anni di dolori, sofferenze e sintomi che non riesco a spiegare, mi è stata diagnosticata la fibromialgia. I medici mi prescrivevano farmaci potenti per gestire i dolori che poi mi provocavano problemi allo stomaco. Così una notte mi sono sentita molto male e ho chiamato la guardia medica che mi ha consigliato di recarmi da un reumatologo, il quale mi ha riscontrato appunto la fibromialgia – spiega la signora –. Io sono consapevole purtroppo di avere una malattia invalidante, cronica e degenerativa, ma il ’Lea’ (Livelli essenziali di assistenza) non l’ha ancora riconosciuta tale e mi sento lesa nei miei diritti. Per me diventa difficile anche stare in coda alle casse, ma non avendo la precedenza sono costretta ad aspettare con le sensazioni di cascare per terra. Le visite e medicine tutte a mio carico e spesso devo rimettermi al privato per evitare le lunghe liste di attesa. Sul lavoro mi diventa spesso difficile gestirmi. L’Inps nonostante la patologia sia invalidante non mi ha riconosciuto nulla. Noi fibromialgici purtroppo siamo giudicati male da chi ignora cosa si può fare e non fare con la fibromialgia”.