Il Brasile ha appena tracciato la strada con l’entrata in vigore della “Legge Lady Gaga”, che riconosce ufficialmente la fibromialgia come disabilità, garantendo ai pazienti diritti e tutele legali. Una notizia che accende una forte speranza anche in Italia, dove il traguardo è finalmente a un passo. Dopo oltre vent’anni di battaglie civili e scientifiche condotte dalle associazioni dei pazienti, la fibromialgia sta per smettere di essere una “malattia invisibile” per il nostro Sistema Sanitario Nazionale. Nel frattempo la Regione Lombardia compie un passo decisivo con l’istituzione di FibronetCare, la prima rete regionale dedicata interamente alla diagnosi, alla cura e al supporto dei pazienti affetti da questa malattia, che verrà presentata domani in una conferenza stampa.

La malattia

La fibromialgia colpisce tra il 2% e il 2,5% della popolazione, con una netta prevalenza femminile, manifestandosi spesso nel pieno della vita produttiva, tra i 30 e i 55 anni. “La ricerca ha chiarito che il dolore fibromialgico è di tipo nociplastico: non deriva da una lesione evidente dei tessuti, ma da un’alterazione del sistema nervoso centrale che amplifica i segnali di dolore”, spiega Federica Galli, presidente dell’Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica e professoressa associata di Psicologia dell'Università Sapienza di Roma. Oltre alla sofferenza fisica, i pazienti lottano contro la “fibrofog”, una nebbia cognitiva che rallenta i processi di pensiero e rende quasi impossibile concentrarsi. “A volte anche farsi una doccia o pettinarsi può diventare una fatica insormontabile”, sottolinea Galli.