Bologna, 10 luglio 2026 – Una Fiat Tipo di colore amaranto, i contorni di un volto che prende forma e un ricordo che riemerge più forte che mai, assieme a una certezza: «Fu quell’uomo a pedinarmi nel 1991. È lui, ne sono sicuro». Il testimone non ha dubbi e assicura di essere in grado di riconoscere il carabiniere - allora in servizio e oggi in pensione - che lo pedinò, assieme a un altro soggetto mai identificato, pochi giorni dopo il duplice omicidio nell’armeria di via Volturno. Alberto Capolungo

Il delitto dell’armeria di via Volturno

Qui, in pieno centro, si consumò l’ennesima azione spietata dei criminali della Uno Bianca, che il 2 maggio 1991 uccisero l’ex carabiniere Pietro Capolungo e la titolare del negozio, Licia Ansaloni. Nei giorni successivi, due uomini pedinarono una persona. Pedinamento non autorizzato dai pm (le indagini sul delitto erano affidate alla polizia) e che oggi - come riportato dal Carlino - torna sulla scena attuale sotto forma di istanza presentata al procuratore capo Paolo Guido e ai pm titolari della nuova inchiesta sulla banda della Uno Bianca - Lucia Russo e Andrea De Feis. Istanza elaborata dagli avvocati Alessandro Gamberini e Luca Moser che assistono l’associazione dei familiari delle vittime.