La strage del Pilastro, 4 gennaio 1991; sopra a sinistra Roberto Savi, maggiore tra i fratelli e leader della banda della Uno Bianca; sotto Fabio, ’il Lungo’Bologna, 12 giugno 2026 – Spunta un super testimone nella nuova inchiesta sulla Uno Bianca: è un ex agente di polizia, sentito più volte dai pm anche di recente, le cui dichiarazioni oggi dimostrerebbero, lasciando pochi dubbi, il legame tra Roberto Savi, leader della banda ed ex poliziotto, e i Servizi. Nel ’96 infatti il maggiore dei tre fratelli fece riferimento ad alcuni indirizzi in via Lame e dintorni. I giornalisti andarono a verificare e trovarono sui campanelli “i nomi di società di copertura del Sisde”, la Gattel srl, in particolare. Roberto Savi intervistato a 'Belve Crime'
La straordinaria coincidenza
“La coincidenza straordinaria tra quanto dichiarato da Roberto Savi in merito alla sua frequentazione di un ufficio dei Servizi in zona via Lame, la verifica da parte dei giornalisti della presenza di una società (la Gattel srl) che si è scoperto essere una schermatura operativa del Sisde nel perimetro della zona indicata” e le dichiarazioni dell’ex agente di polizia “che riferisce di essere stato accompagnato proprio in un appartamento in quella zona della città, ove avrebbero inteso reclutarlo ‘per fargli fare la guerra anche a Bologna’, forniscono un quadro univoco”, si legge nell’istanza degli avvocati dei familiari, Alessandro Gamberini e Luca Moser, depositata in Procura. Fabio Savi intervistato a 'Quarto Grado'








