HomeBolognaCronacaUno Bianca, nuova pista: "Un carabiniere mi pedinò di nascosto"Duplice omicidio all’armeria, si fa avanti un testimone. I magistrati sentiranno il militare. Caccia al ’complice’.Duplice omicidio all’armeria, si fa avanti un testimone. I magistrati sentiranno il militare. Caccia al ’complice’.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciInchiesta sulla banda della Uno Bianca, si apre una nuova pista che parte dalla strage all’armeria di via Volturno e arriva ai giorni nostri tra pedinamenti non autorizzati, identificazioni e testimoni che oggi si fanno avanti con coraggio.
Siamo nei giorni immediatamente successivi al duplice delitto avvenuto nel negozio in pieno centro, dove, il 2 maggio 1991, furono uccisi Pietro Capolungo e Licia Ansaloni: ci sono due uomini, a bordo di una Fiat Tipo color amaranto, che si mettono a seguire una persona. Pedinamento non autorizzato dai pm (le indagini erano infatti affidate alla polizia) che si svolse in centro a Bologna e che oggi - come riportato dal Carlino - torna sulla scena attuale sotto forma di istanza presentata al procuratore capo Paolo Guido e ai pm titolari della nuova inchiesta sulla Uno Bianca, Lucia Russo e Andrea De Feis. La nuova istanza portata in Procura è stata elaborata dagli avvocati Alessandro Gamberini e Luca Moser che assistono l’associazione familiari delle vittime. Un testimone ora infatti si fa avanti e afferma con certezza di riconoscere l’autore del pedinamento dell’epoca: è un carabiniere oggi residente a Imola, dice. "È lui, ne sono sicuro".






