HomeBolognaCronacaUno Bianca, i familiari: "Grati al nuovo testimone. Ora speriamo nella svolta"Castel Maggiore, i fratelli dei carabinieri uccisi: "Avevano scoperto qualcosa. Adesso speriamo che altri comincino a parlare: aspettiamo la verità da 40 anni".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Siamo grati alla persona che dopo tutti questi anni ha avuto il coraggio di sollevare il velo. Quella sera, sono morti due ragazzi. E noi familiari cerchiamo la verità da 38 anni". Sono le parole di Michele Stasi, fratello di Cataldo, carabiniere ucciso dai Savi a Castel Maggiore assieme al collega Umberto Erriu, il 20 aprile 1988. Rinasce la speranza per le famiglie delle vittime. Ieri il Carlino ha riportato la notizia di un super testimone che si è fatto avanti di recente e sta aiutando gli inquirenti a ricostruire i retroscena della vicenda. Testimone che con le sue dichiarazioni rafforza la tesi dell’agguato premeditato da parte della banda della Uno Bianca. Una esecuzione, e non una strage avvenuta ’per caso’. Stasi ed Erriu sarebbero stati uccisi perché avevano saputo o scoperto qualcosa. Come recitava anche una lettera anonima pochi giorni dopo la strage: "Sapevano qualche cosa e volevano saperne di più. Sono stati attirati in un agguato". Come anche i familiari delle vittime hanno sempre sostenuto. "Sono sempre stato convinto che loro abbiano visto qualcosa e non si siano voluti piegare a ricatti di nessun genere. Speriamo davvero che ora venga fuori la vera verità, perché in quasi 40 anni non è emersa. Finora, hanno solo messo una pietra per nascondere tutto. Sappiamo ormai che si è trattato di un vero e proprio agguato. Ci vogliono, però, le prove. E finalmente qualcuno sta tirando fuori quello che sa. Un passaggio importantissimo. Questo ci conforta e ci dà speranza".