I ricordi, come il buio, a volte fanno paura. Serpeggiano nel silenzio delle famiglie, custodiscono segreti, scavano dentro le parole mai pronunciate per corrodere l’animo di chi resta. Un’inquietudine atavica che si tramanda e si aggrappa con artigli.

Da un viaggio dentro la mente e nelle crepe della memoria nasce Il dolore dell’oca (Einaudi), il nuovo romanzo – thriller psicologico – di Giuliana Salvi, ospite del vodcast Il Piacere della Lettura dalla libreria Arethusa di Roma.

Il libro, racconta l’autrice, è nato quasi d’istinto, durante un autunno cupo trascorso sulla costa laziale. In quel momento stava scrivendo Clementina (Einaudi). Ha sentito, però, l’esigenza di fermarsi e scrivere “la storia che avrebbe voluto leggere da lettrice”, un romanzo completamente diverso, scritto di getto e lasciato sedimentare. È stato proposto poi alla casa editrice dopo il successo di Clementina, romanzo acclamato da critica e pubblico.

Protagonista è Nikita, giovane poliziotta dal carattere spigoloso e dedita agli eccessi del fumo e dell’alcol. Vive con la gatta Susanna che tratta con modi bruschi ma a cui è profondamente legata. Non si comporta sicuramente meglio con un suo amante occasionale verso il quale non nutre nessun tipo di sentimento. Il suo equilibrio precario fatto di lavoro e solitudine viene scosso da una ragazza su un cavalcavia pronta a gettarsi nel vuoto. Quell’episodio funge da detonatore per le sue certezza e la realtà comincia a sfaldarsi insieme a lei.