Aria di famiglia tra le corsie dell’ospedale: «Abbiamo trovato energia per ripartire»
AL «PAPA GIOVANNI». Madre e figlio, la malattia, poi il ritorno alla normalità, complice una vacanza al mare.
Lettura 6 min.
«Metterei la paura dentro le conchiglie - scrive Alda Merini - e il rumore del mare dentro i cuscini». Castelli di sabbia e giochi fra le onde sono stati un’occasione di rinascita per Monica Scaccabarozzi e suo figlio Gabriele, 4 anni, dopo cinque mesi trascorsi insieme in ospedale, in cui il bimbo ha affrontato terapie durissime per un linfoma di Burkitt. Hanno messo da parte il dolore e la paura per ritrovare il sorriso.
Sono partiti con il fratellino Edoardo e la nonna materna Rosa per una settimana di vacanza a Punta Ala, in un appartamento messo a disposizione dall’Associazione Amici della Pediatria in collaborazione con Lidia Spajani dell’Arli Hotel – che ha creato «La dimora di Francesca» in memoria della figlia – proprio per i bambini con malattie oncologiche e le loro famiglie. Questa vacanza ha offerto tempo e spazio per ricomporre, come in un mosaico, legami d’affetto, gesti, piccole abitudini quotidiane che la malattia aveva allentato: gli effetti di un lungo ricovero non ricadono, infatti, solo sul corpo.Gabriele ha manifestato i primi segni di malessere nell’autunno scorso. Per la sua famiglia è stato l’inizio di una tempesta che ha cambiato tutto. Li ha messi duramente alla prova, ma alla fine li ha uniti ancor più di prima.







