Segreti e bugie. Il non detto che avvolge le famiglie e può creare incomprensioni e dolore. Sono i traumi che ‘viaggiano’ da una generazione all’altra. Si nascondono sotto una fitta nebbia ma ‘disturbano’ anche coloro che non conoscono la verità, i figli. Tracce che condizionano l’esistenza di tutti e che si vorrebbero cancellare con il silenzio. Un fenomeno ben descritto nel film Sentimental value, in cui il racconto del suicidio della nonna svela e spiega ogni cosa.
“Siamo figli del nostro passato e anche genitori del nostro futuro. Attraverso i meccanismi di identificazione, portiamo dentro di noi i nostri genitori, le persone significative, li trasformiamo e così faranno i nostri figli con noi – spiega Anna Maria Nicolò, neuropsichiatra infantile, già presidente della Società Psicoanalitica Italiana e autrice del libro: Gli inconsci che ci abitano (Raffaello Cortina editore) - . Può accadere che traumi importanti difficili da elaborare possano essere trasmessi alle generazioni successive, creando dei fantasmi interni, che chiedono ai figli un’elaborazione del trauma che la persona in origine non è stata capace di fare”.
Dottoressa Nicolò, la nostra storia non appartiene soltanto a noi, ma anche a chi ci ha preceduto. È così?










