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L'albero bioclimatico di Piazza dei Cinquecento è stato una stella cometa. Doveva essere la risposta tecnologica al caldo asfissiante dello spiazzo cementato sede della stazione Termini di Roma, il cui suolo nelle giornate estive può toccare oltrepassare anche la soglia dei 50 gradi. Invece, dopo una valutazione durata l'intera giornata del 9 luglio, il Campidoglio starebbe pensando di non installarlo e non avallare quindi la proposta. L'amministrazione del sindaco Gualtieri, nelle scorse settimane, si era mostrata convinta della bontà dell'iniziativa. L'assessora all'Ambiente Sabrina Alfonsi aveva spiegato che il Comune ne aveva "accompagnato la sua realizzazione", incontrando Grandi Stazioni "per la sua collocazione all'interno del masterplan di riqualificazione di piazzale dei Cinquecento". Alfonsi aveva inoltre precisato che erano "in corso approfondimenti di natura tecnica in relazione ai costi dell'opera", stimati in circa 500mila euro.
Il progetto, donato dalla Lumsa Master School a Roma Capitale in occasione del Giubileo, prevedeva una struttura capace di abbassare la temperatura fino a dieci gradi sfruttando il raffrescamento adiabatico: un cilindro di laterizio riciclato, tenuto costantemente bagnato, che raffredda l'aria per evaporazione e la spinge verso il basso, senza motori né elettricità. Ideato dalla bioarchitetta Wittfrida Mitterer con l'ingegneria climatica di Transsolar e l'architettura dello studio tedesco Haas Cook Zemmrich, il dispositivo era stato pensato inizialmente per piazza San Pietro, poi dirottato su piazza dei Cinquecento, individuata per l'elevata esposizione solare e l'assenza pressoché totale di alberature.











