A tre settimane dalla firma, il Memorandum of Understanding tra Stati Uniti e Iran potrebbe essere arrivato al punto di rottura. Le nuove minacce di Donald Trump, gli attacchi americani contro obiettivi iraniani e la risposta di Teheran hanno prodotto la più grave escalation militare dall’avvio del fragile cessate il fuoco di aprile. L’analisi delle ultime notizie e i commenti di Geranmayeh (Ecfr)

“Per me è finito”, ha detto Donald Trump mercoledì durante il vertice Nato di Ankara, lasciando intendere che la tregua tra Washington e Teheran fosse ormai compromessa. “Non voglio più avere a che fare con loro. Sono feccia. Sapete cos’è la feccia? Sono feccia. Sono persone malate. Sono guidati da persone malate”, ha detto Trump riferendosi alla leadership iraniana in risposta a una domanda di ABC News. “Sono persone feroci e violente. E se avessero un’arma nucleare, la userebbero. Per quanto mi riguarda, è finita”, ha continuato il presidente. “C’è qualcosa che non va in loro, sono fuori di testa”, ha aggiunto.

Poche ore dopo, il presidente americano ha mantenuto la promessa di “colpire di nuovo duramente” l’Iran: le forze statunitensi hanno lanciato una nuova ondata di attacchi contro novanta obiettivi militari lungo la costa iraniana, comprese infrastrutture logistiche e sistemi di difesa aerea. Esplosioni sono state segnalate a Bandar Abbas, Sirik, Jask, Konarak e Chabahar, tutte località affacciate sullo Stretto di Hormuz e sul Golfo di Oman. È la seconda salva di raid in due giorni.