L’intimità è il preludio di una buona sessualità. Tanto che, nelle coppie in crisi, prima del manifestarsi di un sintomo sessuale e di una difficoltà visibile, appaiono disagi e disastri che coinvolgono la vita intima. Niente più parole e nemmeno baci. Spariscono gli abbracci e i contatti di pelle e di sensi. Niente sguardi che vedono e orecchie che ascoltano. L’intimità, soprattutto oggi, rimane un terreno disseminato di insidie e di frane: chi ne è sedotto e non può farne a meno, chi sembra esserne allergico e vi rinuncerebbe volentieri. A prescindere dal genere.
La condivisione
Per la donna, solitamente, occuparsi dell’intimità è più facile: per l’utilizzo di un linguaggio più emotivo nel lessico quotidiano, nella rappresentazione mentale della realtà e nell’uso delle parole per condividere gli stati d’animo. All’origine spesso ci sono mamme che condividono e parlano: e così le donne interiorizzano schemi comportamentali e modus vivendi.
L’argomento di serie B
Gli uomini – non tutti, ovviamente – confondono l’intimità con la banalità: la considerano un argomento di serie B, una sorta di fronzolo emozionale di cui si può fare decisamente a meno, una forma di debolezza dell’animo umano, da non mostrare e soprattutto da non provare. Altri ancora associano l’intimità all’interiorità: e dato che l’organo genitale dell’uomo è decisamente più esterno e visibile di quello femminile, arrivano a pensare che la sessualità non sia da correlare a nessun tipo di gestualità intima. Per la maggior parte degli uomini può esserci un rapporto sessuale senza quel preambolo chiamato intimità (da non confondere con i preliminari). Il riferimento anatomico e la percezione che molti uomini hanno dell’intimità è assolutamente improprio. I retaggi obsoleti sono purtroppo resistenti ai cambiamenti e quando ne avvertono qualcuno si difendono con l’unica modalità che conoscono: l’aggressività e la violenza. Con spezzoni di consulenze sessuologiche vorrei raccontare proprio le differenze di genere nelle disfunzioni sessuali e nel modo di affrontarle o negarle.







