Ha a che fare con qualcosa di personale e profondo, questo lo sentiamo, ma come definire l’intimità, in cosa si traduca praticamente, come poterla allenare, spesso rimane confuso. Forse non sappiamo bene nemmeno con chi siamo davvero intimi.

Siamo in un certo modo intimi quando siamo confidenti, certo. Ma non è solo questo. Nemmeno condividere la sfera sessuale ci rende automaticamente intimi, intimità e sesso non sono la stessa cosa. Si può parlare di intimità intellettuale, spirituale e fisica. Ma è l’intimità emotiva quella più difficile da definire, quella particolare vicinanza che ci fa stare in relazione in modo autentico, all’interno della quale circolano le parti più intense e fragili di noi. Una risonanza positiva tra noi e l’Altro che ci fa sentire a casa, disinvolti, liberi di essere come siamo. Un posto che regala sicurezza, conforto e confidenza, dove sentiamo di non essere banalizzati o ridicolizzati. Un ambiente sicuro, una dimensione protettiva che predispone a sperimentare nonostante il rischio di rimanere delusi.

Intimità vuol dire apertura, condivisione, ascolto, connessione, empatia, tutte cose meravigliose, dal taglio personale, che portano qualità alle relazioni più strette facendole diventare speciali. Non con tutti condividiamo ambiti privati e dimensioni profonde.