Fino a che punto ha senso cercare di recuperare una relazione che non funziona? Ecco come riconoscere i segnali che la ristrettezza affettiva non fa più per noi e “buttare via” la relazione è sano

di Brunella Gasperini

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Può capitare di allontanarsi dal partner, di svegliarsi una mattina e provare quasi fastidio ad averlo accanto, di attraversare un momento noioso di coppia, di essere stanche di lavorare sulla relazione da sole, di pensare ad un percorso terapeutico insieme come unico tentativo necessario adesso ma allo stesso tempo di non volere fare più nulla, di non avere voglia di muovere un passo. Come se il rapporto fosse ormai consumato, esaurito.

Nel nostro tormentato bisogno di salvare l’idea di noi stesse e della famiglia, succede di aver sottovalutato anni di ristrettezza affettiva, di distanza, di amarezza e persino di disperazione coniugale. In una sorta di spinta conservativa abbiamo pensato che bastasse rimanere civilmente insieme. Quando poi l’insoddisfazione è affiorata abbiamo tentato in tutti i modi di aggiustare le smagliature. Ma adesso è diverso, siamo in un altro punto della storia. Non ci interessa recuperare proprio niente.