Le Nazioni Unite hanno dichiarato gli anni ’20 di questo secolo “la decade dell’invecchiamento sano”. Tra le componenti dell’Healthy ageing c’è anche il benessere emotivo, mentale e sociale legato all’espressione della propria sessualità. L’Organizzazione mondiale della sanità aggiunge che seduzione, erotismo, piacere e intimità sono strettamente correlati alla qualità della vita anche con l’avanzare dell’età, indipendentemente dalla funzione riproduttiva.

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Già negli anni ’80 del secolo scorso i sociologi americani William Simon e John Gagnon, pionieri nello studio delle determinanti culturali della sessualità umana e nelle battaglie per la libertà sessuale, avevano osservato che dopo i 50-60 anni le persone sono soggette a pregiudizi circa la loro sessualità, come se questa fosse tendenzialmente inappropriata, e che questo stereotipo colpisce in particolare le donne, per le quali ci si aspetta che il desiderio sessuale sia lecito solo se si ha un aspetto giovanile. Sarebbe questo stereotipo, non solo il desiderio di essere più attraenti, che spingerebbe soprattutto le donne a sottoporsi a interventi estetici “ringiovanenti”, come se solo un aspetto più giovane potesse autorizzarle a desiderare e a sentirsi desiderate.