La nuova ondata di calore è già tra noi. E Alessandro Riccardi, presidente di Simeu, la Società scientifica dei medici di emergenza e urgenza, non ha dubbi: «È oramai certo che succedendosi ormai così frequentemente ci espongano a maggiori rischi per la salute». Chi rischia di più?«Sicuramente anziani e pazienti fragili, che hanno sopportato solo pochi giorni fa un altro stress termico che finisce per aggravare le patologie croniche di cui già soffrono. Ormai tutti gli studi lo documentano: le ondate di calore, soprattutto quando sono consecutive e prolungate nel tempo, fanno aumentare la mortalità e le complicanze per chi già ha una patologia. Anche perché il grande caldo rende difficile la gestione dei farmaci. I betabloccanti contro la pressione alta, ad esempio, riducono la sensazione di calore, esponendoci così a pericoli maggiori e alla disidratazione».
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Le temperature torride cosa possono comportare per chi soffre di malattie croniche?«Un peggioramento generale della loro condizione di salute. Chi soffre di Bpco finisce per respirare ancora peggio, rischiando poi scompensi cardiaci, acutizzati dalla disidratazione. I diabetici hanno difficoltà a controllare la glicemia perché si modifica la sua concentrazione nel sangue e si espongono così a crisi anche acute. Chi soffre di pressione alta ed è in terapia farmacologica con il caldo vede abbassarsi i valori pressori, ma è una riduzione temporanea, per cui diventa difficile dosare poi gli antipertensivi, la cui sospensione può essere pericolosa».









