Secondo i dati Istat, per i pazienti il disagio è a livello nazionale ma per la sanità lucana si registra l’emergenza Livelli Essenziali di Assistenza (Lea)
La sanità lucana vive una situazione di difficoltà ma il nodo del problema è decisamente più profondo. Il vero nodo, emerso ancora una volta (stavolta nell’ambito dell’audizione dell’Istat sui Livelli Essenziali di Assistenza alla Camera dei deputati), è quello della cronicità delle problematiche da risolvere che, per la Basilicata come per il resto del Sud, resta il vero scoglio insormontabile. Non sempre per deficit amministrativi ma, spesso, per una forbice ampia tra finanziamenti e bisogni reali. In questo senso, il territorio lucano diventa emblematico.
Perché mentre si cristallizzano i problemi legati, ad esempio, alla mobilità sanitaria, i pazienti subiscono anche gli effetti collaterali della mancata conciliazione tra risorse e multicronicità, ossia la presenza di più patologie contemporaneamente nei richiedenti assistenza. E, soprattutto, aumenta il dislivello nell’offerta di posti letto che, in regione, risulta bassa ma comunque in linea con l’andamento nazionale. Un risultato condiviso anche dal resto del Mezzogiorno, nell’ambito di un’analisi che, una volta di più, mette in luce la scarsa, se non nulla, continuità sanitaria, almeno per quel che riguarda i Lea. Specchio di un Paese che, peraltro, pur viaggiando a due velocità risulta in difficoltà anche laddove l’andamento sembra migliore.












